A BROKEN KISS, LA SCULTURA DI MITORAJ IN PIAZZA TRENTO: UN TUFFO NEL … CONTEMPORANEO

A PRIMA VISTA

scultura piazza

Per il visitatore che giunge presso piazza Trento con l’intenzione di immergersi nell’atmosfera Rinascimentale dei giardini e degli affreschi di Villa d’Este, la visione di una scultura contemporanea in dialogo con la facciata medievale della chiesa di Santa Maria Maggiore, proprio all’ingresso della suddetta villa, potrebbe apparire insolita e inaspettata.

Cosa ci fa una scultura contemporanea in una piazza così fortemente pregna di memoria e di storia antiche?

E soprattutto cosa ci fa una scultura che esibisce, neanche troppo velatamente, una sensualità profana, di fronte a una chiesa simbolo del francescanesimo tiburtino?

È ciò che in tanti si sono chiesti da quando, nel 2008, la scultura – fontana del famoso artista polacco, Igor Mitoraj, è stata collocata in questa piazza, generando alcune perplessità circa la sua armonia con il contesto, soprattutto religioso.

Perplessità che potremmo definire, ancora oggi, abbastanza “tipiche” nei confronti delle opere contemporanee che difficilmente riescono ad interpretare le aspettative di una collettività, il cui gusto è solitamente più influenzato dalle opere d’arte del passato.

A BROKEN KISS

 

Tuttavia, l’ispirazione a modelli classici, tipica dello stile dello scultore, è da considerarsi molto vicina alle passioni del Cardinale Ippolito II d’Este, grande estimatore dell’arte classica e piuttosto avvezzo a certe licenziosità, il quale probabilmente avrebbe apprezzato, da buon mecenate qual era, l’accostamento di questa scultura alla sua meravigliosa villa.

 

UN PO’ DI STORIA …

La scultura-fontana è stata praticamente donata da Mitoraj alla città di Tivoli e venne collocata nel 2008 in seguito alla richiesta della Soprintendenza di coprire un punto di degrado sul fondo della piazza.

DSC_0025Questa, fino a non molti anni fa, era ristretta dalla presenza di un largo marciapiede e delle bancarelle per la vendita di souvenir, che mortificavano l’autorevolezza e la raffinatezza del luogo. Per questi motivi sono stati necessari dei lavori volti a migliorare l’aspetto complessivo di quest’area, secondo precise direttive stabilite dall’Unesco.

Purtroppo però, in questi anni, la scultura è stata al centro di numerose polemiche e battaglie cittadine, determinate da chi considerava l’opera un “fastidioso intralcio” alle funzioni svolte durante la festa dell’Inchinata (cfr. Santa Maria Maggiore), e da chi addirittura riteneva offensive le nudità esposte sui rilievi del basamento, nei confronti della Madonna ritratta sulla tavola duecentesca che, in occasione della festa, viene portata ogni anno in processione.

Nonostante l’assurdità di simili avversioni, per queste ragioni, la scultura è stata per anni spostata in occasione delle celebrazioni agostane, per poi essere ripristinata al termine delle stesse. Fortunatamente un auspicato buonsenso ha evitato lo spostamento definitivo dell’opera, voluto e promosso da alcuni, che avrebbe umiliato il gesto di uno tra i più celebri scultori della nostra epoca.

RACCONTO DELL’OPERA

A Broken Kiss ci appare sospesa tra la memoria e la storia, tra ciò che attualizza il passato, e ciò che attesta l’inesorabile scorrere del tempo.

In questo intervallo indefinito ci accoglie il silenzio … Il silenzio di un volto marmoreo di cui restano soltanto le labbra serrate e la sensazione di un’impenetrabile fissità, e che aggiunge allo spazio fortemente storicizzato della piazza, un’aurea di eternità.

DSC_0026

Realizzata in marmo la scultura – fontana, ad oggi, si mostra arricchita da striature cangianti, dovute all’effetto dell’acqua sulla superficie lapidea, che sembrerebbero quasi dipinte. Sotto, nella parte basamentale, continuano le citazioni ai rilievi classici con busti acefali e volti privi di membra che mantengono la scelta del frammento e del non finito di michelangiolesca memoria, tipica dello stile di questo scultore.

Ancora una volta poi, l’ elemento dell’acqua che forma uno specchio ai piedi della scultura, aggiunge un dettaglio che stabilisce un contatto con questa città, i cui giochi d’acqua, naturali o artificiali che siano, ne costituiscono un simbolo.

Igor Mitoraj

Igor-Mitoraj_01Recentemente scomparso Igor Mitoraj ( Oederan 26 marzo 1944 – Parigi 6 ottobre 2014 ) fu uno scultore di origini polacche che seguì la sua formazione artistica prima a Cracovia e o poi a Parigi, dove decise, nei primi anni ’70, di dedicarsi esclusivamente alla scultura.

La sua arte tenta di conciliare influenze contrastanti, attinte durante i suoi lunghi soggiorni a New York, capitale della modernità, e in Grecia, regno della classicità.

All’ inizio degli anni ’80 decise di dividere il suo lavoro principalmente tra la Francia e l’Italia, dove aprì uno studio in Toscana (precisamente a Pietrasanta dove sono stati celebrati i suoi funerali), e dove iniziò a concentrarsi esclusivamente sulla lavorazione del marmo e del bronzo.

L’espressione di una “classicità frantumata” o “frammentaria”, è sicuramente la chiave di tutte le sue opere, senza però voler in alcun modo restituire una lettura troppo nostalgica, ma con l’intento di creare uno stato di sospensione, di suggerire un livello di maggiore attenzione nei confronti di un dettaglio cha ha più valore del senso dell’insieme.

Mitoraj si concentra dunque sulla modernità delle linee e dei volumi delle sculture classiche, che mette in risalto proprio attraverso la resa frammentaria dei soggetti che rappresenta, imprigionati in un tempo immobile che si rivela nelle superfici perfettamente levigate delle sue opere.

Come a voler affermare che nessun segno potrà mai intaccare o consumare ciò che è e resterà eterno.

Tuttavia, a questo sentimentalismo romantico, lo scultore voleva senz’altro aggiungere un altro tema molto importante e di urgente attualità:

la denuncia sullo stato di degrado in cui versa il patrimonio artistico e archeologico italiano.

Difatti, spesso, i suoi busti e i suoi volti di eroi lontani che appartengono al tempo indefinito del mito, compaiono come fossero stati casualmente trovati e abbandonati, lasciati a terra e inclinati su un lato.

Con questo Mitoraj voleva mettere in risalto la poca cura e il mancato rispetto di buona parte del popolo italiano nei confronti del suo inestimabile patrimonio che, oltre ad essere una risorsa culturale, sociale, emozionale ed economica per il Paese, costituisce per quest’ultimo una responsabilità onerosa, nei confronti dell’intera umanità.

 

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