LA CASA GOTICA, ARMONIA DI UN’ ARCHITETTURA MEDIEVALE

monument

A PRIMA VISTA

via campitelliPasseggiando per  via Campitelli è impossibile non rimanere incantati dalla bellezza rustica degli edifici e dall’ accurata esecuzione stilistica dell’ insieme: la muratura a vista, le cornici delle bucature, il bugnato dei portali, le falde delle coperture in legno e laterizio e la lunga scalinata avvolta dall’ edilizia storica. Scendendo lungo la via, la Casa gotica rimane nascosta sulla sinistra e solo un visitatore scrupoloso può riuscire nell’ immediato a scorgerne la presenza. Prevale da subito la forte realtà costruttiva ed estetica del profferlo , elemento d’ ingresso al piano terra, che con la scala laterale nasconde l’ arretrato prospetto principale. La bellezza risiede nell’ estrema minuziosità degli elementi in primo piano (la colonna di reimpiego o gli archetti ornamentali) e la semplicità della facciata con le tre  bucature decentrate sulla sinistra. Insieme al profferlo accentuano ancora di più la voluta asimmetria dell’ insieme verso la visuale principale, quella in asse con la via, adornata da preesistenze medievali e rinascimentali di una diligente particolarità.

RACCONTO DELL’ OPERA

La Casa Gotica, fa parte di una serie di case nate isolate in epoca medievale ed unificate in epoche successive. La prima fase costruttiva si sviluppa tra il XII e XIII secolo, periodo in cui diviene predominante l’ utilizzo delle cortine in pietra locale. Il prospetto principale (9,75 m x 12 m di h sino al colmo), è delimitato da cantonali in conci squadrati di peperino e costituito da una superficie muraria in muratura irregolare intonacata. Il periodo costruttivo che ha conferito l’ aspetto attuale è quello tra il XIII-XIV sec. quando viene costruito il profferlo, elemento aggettante  collegato ad una una scala a una sola rampa con gradini diEdicola recupero di lastre in peperino, che correndo lungo la facciata dell’edificio porta all’ attuale ingresso dell’ abitazione posto al primo piano. Ad interrompere la linearità della scala, l’ edicola in muratura intonacata, originariamente era affrescata su entrambi i lati mentre ora ne è leggibile solo una parte in cui è raffigurata una Madonna con Bambino. Al piano terra, anticamente adibito a bottega, delinea il vano d’ ingresso (1,80 x h 2,65 m), una ghiera in laterizio a sesto ribassato dalla tipica tipologia  a piattabanda. Comune ornamento di Tivoli dal XI-XII sec., é costituito da materiale di risulta (in genere bipedali, intorno ai 0,30 m) accuratamente selezionato per ottenere delle voltature perfette. Il magnifico profferlo (4,55 cm x h 3,60 m) è costituito da diverse tipologie murarie nonché da una colonna classica con fusto in granito,probabilmente originaria di Villa Adriana, testimone della pratica del reimpiego tipica del XII-XIII secolo che nel nostro caso non è imputabile a criteri di risparmio o disponibilità ma piuttosto ad un  richiamo simbolico con il passato  della contemporanea rinascita comunale. La differenza tra i paramenti murari del profferlo e quella del  prospetto principale, testimonia il divario cronologico tra le due costruzioni. Dal rilievo eseguito dall’ Arch.  M. Di Lorenzo, si sono riscontrate principalmente  tre tipologie murarie: muratura in tufelli di travertino e pietra calcarea nel cantonale sinistro, muratura in blocchetti calcarei e tufacei irregolari nella mezzeria e muratura irregolare ( calcare compatto, tufo e laterizio) nella parte sommitale. Opposta alla materia costruttiva, la colonna portante alta 1,92 m, con i suoi elementi classici (definiti dall’ Alberti “redivivus” ossia “di rimpiego”) come il fusto in granito (raggio di circa 30 cm), la base attica ed il capitello ionico angolare di epoca imperiale, conferisce estrema eleganza all’ insieme. Sopra il piedistallo in travertino, la base attica in marmo,ben proporzionata, presenta come modanature dal basso verso l’ alto, il plinto, il toro inferiore, la scozia ed il toro superiore. Il capitello ionico di epoca imperiale , reimpiegato e posizionato al contrario, ha le volute ioniche con il fronte rivolto a destra. La lucentezza dei diversi microcristalli del marmo presente nel capitello , in alcune mensole degli archetti e nella base dell’ ordine, e’ offuscata dal degrado ed é riconoscibile solo nelle parti frammentate degli elementi. A questo periodo risalgono anche le attuali bucature del prospetto principale, la porta d’ ingresso al primo piano con cornice a sesto acuto in conci di peperino squadrato e le due a tutto sesto del secondo livello.  Nella terza fase, tra il XV-XVI secolo, la Casa non subisce trasformazioni se non nell’ assetto distributivo. Di fatti, l’ ingresso al primo e secondo piano viene posto sul prospetto lungo via Campitelli dove tuttora attraverso il cancello è possibile ammirare il cortile con la splendida fontana riconducibile allo stile rustico di Villa d’ Este e di alcune fontane monumentali del periodo, tipiche della cerchia di Pirro Ligorio ed Alberto Galvani (seconda metà XVI sec.). Viene definita “del pipistrello” in quanto la vasca che raccoglie l’ acqua inquadrata dalla nicchia e dall’ ordine sormontato da timpano triangolare, ricorda nella forma il mammifero. Di questo periodo sono anche le attuali finestre del prospetto su via Campitelli. Sostanzialmente, quello principale è rimasto inalterato dalla fine del XIV secolo ,le modifiche apportate fino al periodo moderno (XIX sec. )riguardano solo frazionamenti delle proprietà e modifiche interne distributive e funzionali.  La bellezza stilistica e costruttiva è rimasta invariata nel tempo e ad oggi, è quindi ancora possibile contemplare il monumento con lo stesso sguardo degli antichi.

CURIOSITA’ E FASCINAZIONI

L’ edilizia “campestre” di via Campitelli

Via Campitelli costituisce l’ asse maggiore del settore urbano di ponente di Tivoli. Dall’ andamento acclive, collega due importanti chiese di origine paleocristiana della città (XII sec.), la Chiesa di San Pietro alla Carità e quella di S. Silvestro ,quest’ ultima presso l’ antico tracciato della via Tiburtina, l’ odierna via del Colle. A causa di diversi rinvenimenti classici, l’ origine della via è riconducibile all’ epoca romana. Nel medioevo continua ad essere esterna alle mura come le due chiese, che secondo l’ uso comune delle località minori, venivano ubicate fuori dalla cerchia muraria. Data la vicinanza della via Tiburtina, arteria importante di traffico verso Roma, la via faceva parte di un’ edilizia di saturazione fra il borgo e il Santuario d’ Ercole Vincitore ed era costituita prevalentemente da case unifamiliari a schiera di contadini e pastori. L’ accesso su strada avveniva tramite scala interna od esterna che conduceva alla residenza a livello superiore mentre a livello inferiore, attività commerciali ed artigianali. Un sito ed un’ edilizia “campestre”, di “casupole ammassate nel borgo medievale” ,da cui probabilmente l’ origine del nome “Campitelli”. La “bellezza pittorica” dell’ insieme, con le torri, le preesistenze storiche e l’architettura civile, fece divenire Tivoli una delle tappe del famigerato itinerario europeo del Grand Tour lasciandoci in eredità dipinti, disegni ,incisioni e romantiche poesie di personaggi illustri.

La colonna “ionica”

Di straordinaria bellezza, l’ echino con kyma ionico del capitello della colonna portante, presenta quattro ovuli “dallo sguscio poco profondo separati da freccette leggermente cuspidate e raccordato con le volute da semipalmette”.

Maestranze esterne?

La tipologia di profferlo (con motivi decorativi arabi come gli archetti ornamentali) e l’ edicola in muratura intonacata posta a metà della scala, unici elementi rinvenuti a Tivoli, fanno pensare che le maestranze della costruzione non fossero locali. L’ area di maggior diffusione del profferlo è il Lazio in particolare Viterbo con esempi come la casa della Poscia e la casa di Piazza Cappella mentre per quanto riguarda l’ edicola si trovano rari esempi sempre nel Lazio come nel campanile del Duomo di Gaeta e di Terracina.

Ritrovamenti nelle vicinanze

La manutenzione di un pluviale incassato nella muratura di un edificio adiacente la Casa Gotica , ha riportato alla luce un capitello corinzieggiante figurato (tuttora visibile) con fusto presumibilmente anch’ essi adrianei.

Le Fontane Rinascimentali di Tivoli

Per impreziosire l’ ingresso di Villa d’ Este, tra il XV-XVI secolo furono edificate lungo il tragitto diverse fontane che stilisticamente riconducevano all’ architettura della Villa nonché agli archi monumentali romani seguendo una linea estetica tra misto di eleganza e di rustico. Esempi sono la Fontana dei Votani presso Porta del Colle e la fontana adiacente la Chiesa di S. Silvestro, con il meraviglioso coronamento ad attico sormontato da rocce artificiali.

La musica della Fontana dell’ Organo

Risalendo verso il centro cittadino, in asse con la via Campitelli, si trova uno degli ingressi secondari di Villa d’ Este dal quel è possibile scorgere l’ incantevole Fontana dell’ Organo che ogni due ore dalle 10,30 di ogni giorno allieta con la sua musica i visitatori ed il vicinato.

>Posizione

Latitudine: 41.9645968

Longitudine: 12.795706900000027