TEMPIO c.d. DELLA TOSSE: OCCHIO MISTERIOSO DI PAESAGGIO

A PRIMA VISTA

Scendendo o salendo lungo quello che una volta era il Clivus Tiburtinus (tratto in salita della via Tiburtina antica) tempio oculoci si imbatte in una costruzione che attrae perchè si stacca dal paesaggio agricolo con forme inaspettate.

L’armonia architettonica ci stupisce e poi ci costringe a osservarla. Sembra quasi un piccolo Pantheon, un occhio o comunque un punto simbolico su cui idealmente far ruotare le meraviglie di Villa d’Este, del Santuario d’Ercole e del paesaggio che ci circonda.

Questa piacevole vista è allietata dal piccolo gorgheggio del canale degli Ortolani lungo la via, stessa acqua dell’Aniene che ha gia’ gorgheggiato a monte nelle splendide fontane di Villa d’Este; ennesima ‘espressione’ di come questo fiume accompagna chi viene a visitare Tivoli.

 

UN PO’ DI STORIA..

Il c.d. Tempio della tosse è una costruzione per la quale mancano precise notizie o letterarie e va generalmente datato al IV sec. d.C, per l’architettura e l’opera usata, l’opus vittatum (filari di tufelli o conci calcarei con file  di laterizi). Colpì l’ attenzione dei visitatori del Santuario d’Ercole a monte e vi sono descrizioni e disegni di Pirro Ligorio, Piranesi, Giuliano da Sangallo che testimoniano l’estremo interesse del monumento.

 

RACCONTO DELL’ OPERA

E’ una costruzione robusta alla base e gradatamente più snella, costituito da un tamburo cilindrico coperto da una cupola a calotta semisferica del diametro di 12 m, dotata di un oculo.

Il cilindro si rettifica in corrispondenza di un muro di recinzione esterno tangente, dove era l’accesso antico sul Clivus tiburtinus (si conserva una soglia e l’architrave di marmo protetti da archi di scarico); un’altro ingresso era diametralmente opposto.

Si distinguono due piani: sul primo delle grandi nicchie in corpi aggettanti, sul secondo altre 7 nicchie di cui 4 semicircolari, in cui si aprono grandi finestre per la luce. La cupola è delineata da mensole in laterizio e travertino(che sostenevano una cornice oggi inesistente) e presenta tre alti gradini(di restauro) interrotti da quattro piccole scale disposte in croce: l’aspetto originale
t nicchieè ancora ignoto.

L’interno è a pianta circolare con varie nicchie (4 semicircolari e 2 rettangolari e profonde); la volta emisferica presenta l’occhio centrale da cui si dipartono nervature in laterizio, escamotage tecnico per ‘intelaiare’ la volta.

Il pavimento è assente, sono presenti piccole tessere musive relative però ad una struttura in opus reticulatum presente all’esterno, probabilmente una villa di prima età augustea, precedente alla fase del c.d. Tempio della tosse.

Età medioevale

In epoca medioevale fu destinato a luogo di culto, S.Maria di Porta Scura facendo cristo benedicenteriferimento alla galleria di passaggio del Santuario d’Ercole Vincitore, posto nelle vicinanze, denominata Porta Scura; dal santuario d’Ercole fu prelevato del materiale per i restauri ed adattamenti medioevali; fu rialzata la soglia d’accesso e ristretta la porta(come si vede). Alcune pitture presenti in alcune nicchie sono del periodo X-XIII secolo: un’ Ascensione di Gesù e una figura di Cristo benedicente.

Nei secoli successivi fu abbandonato.

 

ascensione

CURIOSITA’ E FASCINAZIONI

L’enigma irrisolto..

Un tempio? Un ninfeo?Una tomba?

Magari quel sepolcro della Gens Tuscia citata da Ashby: per corruzione della parola qualcuno per un gioco semiserio della storia e delle credenze ha creduto che qui, fuori le mura, fosse curata la  malattia della tosse.. Forse associato a quel Lucio Turcio, che ha ‘spianato’ il Clivus Tiburtinus, menzionato nella epigrafe più avanti lungo la strada..

Resta il dubbio, che nasce già dalla presenza a sorpresa in questa area della città.

Vista la mancanza di tanti elementi(pavimento, intonaco,marmi,etc.) l’opera, verosimilmente un atrio di una villa(secondo il Giuliani), non fu mai finita..

Una guerra?una crisi personale del proprietario che non conosciamo? Sicuramente chi ha provato a costruire una villa grandiosa aveva capito la preziosità del paesaggio tiburtino: di lì a 11 secoli dopo un cardinale eresse poco a monte la sua Villa d’Este..

tempio e luce

 

Il sole

Tra le innumerevoli attribuzioni il Sebastiani lo crede tempio del Sole..

Al tramonto vien da pensarlo: la luce chiara e radente abbraccia pienamente tutta l’architettura del tempio della Tosse e regala sensazioni che sicuramente percepivano e percepiscono i viaggiatori attenti.

 

Spunta una cupola dal.. pizzutello 

Il famoso pizzutello, l’uva di Tivoli, nota fin dall’antichità è chiamata uva corna dagli abitanti per la sua forma a punta; è un’uva polposa, croccante, da tavola, nutritiva che era apprezzata alla corte Estense come dal Papa Gregorio XVI (responsabile della creazione della Villa Gregoriana). Dal 1845 si celebra la sagra del Pizzutello, anche se oggi la produzione è fortemente diminuita.

Chi si imbatteva in questa area del paesaggio tiburtino nei primi anni del 1900, oltre a notare l’importante area industriale vedeva un tappeto uniforme a scalea fatto di coltivazioni proprio del   pizzutello, improvvisamente interrotto da una cupola armoniosa: una curiosa sintesi di agricoltura e archeologia..