S.LORENZO: I TESORI DEL DUOMO

RACCONTO DELL’OPERA 

1) LA DEPOSIZIONE DI CRISTO DALLA CROCE-CAPPELLA DELLA DEPOSIZIONE

IL Cardinal Roma per ornare degnamente la cattedrale appena costruita fece trasportare il gruppo della Deposizione lignea dalla Chiesa di S. Pietro di Tivoli; ora si trova nell’ultima cappella sulla destra, ambiente protetto da luminosità intensa e alte temperature.

Di autore ignoto è concordemente riconosciuto come un capolavoro, raro e prezioso esempio della statuaria lignea medioevale, risalente al XIII secolo. Dopo essere state restaurate e ridipinte nel 1815, le statue hanno subito altri tre restauri, l’ultimo nel 1988-90.

Diverse le ipotesi per l’ambito di provenienza: influenze lombarde dell’arte di Benedetto Antelami o filoni di classicismo duecentesco in ambito laziale; C. Pierattini (autore di un’analisi stilistica e storica) arriva ad ipotizzare un ‘atelier’ scultoreo qui a Tivoli, specializzato nelle Deposizioni lignee.

Il gruppo rappresenta Cristo mentre vien accolto giù dalla croce da Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea; a destra S.Giovanni Evangelista (con una lunga tunica) e a sinistra la Vergine con lungo mantello, in cima alla croce un’angelo in volo.

 

2) CAPPELLA DEL SANTISSIMO SALVATORE: TRITTICO DEL SANTISSIMO SALVATORE

Una ieratica maestà simile ad analoghe immagini dove si avverte l’ispirazione dell’arte monastica benedettina‘: da questo pensiero di Carlo Pierattini già si intuisce l’importanza artistica e storica di questo celebre Trittico, dove l’idealità religiosa prevale sulla realtà dell’espressione corporea.

E’ posto nella Cappella del SS. Salvatore (navata sinistra), costituito da tre pannelli con rivestimento in lamina d’argento dorata, i pannelli laterali sono suddivisi in due riquadri.

Nel pannello centrale: Cristo benedicente avvolto da un ampio manto(a differenza della classica nudità cui l’iconografia poi ci ha abituato) seduto su un sedile decorato; in basso i 4 fiumi celesti con 2 cervi che si abbeverano.

Pannello di sinistra: la Vergine avvolta in una lunga veste, con un manto attorno al volto; al di sotto la scena della Dormitio Virginis,la Madonna stesa su  un letto con gli apostoli intorno e Gesù che presenta l’animula ad un angelo.

Pannello di destra: S.Giovanni Evangelista, con il rotulo del suo libro, nel riquadro sotto il Transito di S.Giovanni Battista.

Questo stupendo trittico dovrebbe datarsi al XII secolo, mentre il rivestimento argenteo è del XV secolo; alcuni autori hanno associato le storie laterali ad alcuni affreschi della cripta di S.Nicola in Carcere a Roma e ora nella Pinacoteca Vaticana e distinguono autori diversi per il pannello centrale e i 2 laterali.

Una suggestiva tradizione locale riferisce che sarebbe opera di S.Luca e donata poi alla cattedrale da Papa Simplicio, papa tiburtino.

 

-Rivestimento del Trittico

Una antica consuetudine era quella di ricoprire le immagini più venerate e preziose, e sebbene il rivestimento risalga al XV secolo, alcuni autori hanno proposto di datarne l’originario al 1234, anno della consacrazione della Cappella del Salvatore.

L’attuale rivestimento fu donato da Caterina Ricciardi come ricorda l’iscrizione sui pannelli laterali: ‘HOS DOMINA F(ieri) F(ecit) CATERINA RICCIARDI’ (Questi fece fare Donna Caterina Ricciardi); fu restaurato nel 1449 a cura del priore canonico tiburtino Antonio Scensi e poi nel 1554.

E’ strutturato in due parti: i pannelli corrispondenti al trittico e l’archivolto con coronamento a tabernacoli.

Pannello centrale: Cristo benedicente sagomato su una griglia a maglie quadrate con rosette, in basso sei personaggi rivolti a Gesù con un cero in mano.

Pannelli laterali: sono divisi in 4 scomparti e raffigurano dall’alto in basso i 4 Evangelisti(Marco, Matteo, Giovanni, Luca con i loro simboli), l’Arcangelo Gabriele e la Vergine Annunziata con il padre Eterno come un sole, i Santi Pietro e Paolo, S.Lorenzo e Alessandro papa

Coronamento-archivolto: sole, luna e stelle, nella parte più alta 5 baldacchini con pinnacoli che contengono statuette di S.Lorenzo, Pietro, Giovanni Battista, Paolo e papa Alessandro

Nell’opera si riconoscono due stili diversi: nei pannelli c’è un’arte chiara, sobria e composta, nella parte alta c’è una transizione a modelli nordici di forti rilievi, pinnacoli e linee a ogiva.

Un’opera messa anche in relazione al ‘Sancta Sanctorum‘ di Roma, ulteriore conferma del suo alto valore storico e culturale.

 

Affreschi del Manenti

Per poter accogliere degnamente nella cappella del SS.Salvatore il Trittico, la decorazione fu affidata a Vincenzo Manenti, autore seicentesco ‘diligente e buon coloritore’ non molto noto al grande pubblico ma che però raggiunse una sua maturità ed uno stile gradevole, naturale, diretto e semplice. Lo si può apprezzare qui dove affrescò la volta con gli Evangelisti, le pareti con i miracoli di Cristo (Nozze di Cana, il Cristo e la Samaritana, la Resurrezione di Lazzaro, Cristo e Pietro al lago di Tiberiade)

 

3) LA SAGRESTIA1

Tra le altre azioni messe in atto dal Cardinal Santacroce (Vescovo di Tivoli dal dal 1652 al 1674), per la cattedrale si annovera l’edificazione della sagrestia e antisagrestia (dove fece sistemare anche il fonte battesimale).

L’opera, del 1657, è da attribuire a Giovan Antonio de Rossi (secondo documenti del Fondo Santacroce nell’archivio di Stato), anche se è detta ‘berniniana’ per un interessamento che il celebre architetto avrebbe avuto nel disegnare pianta e alzato, secondo ipotesi recenti.

Gli affreschi della ‘Pietà’ e della ‘Gloria di S.Lorenzo’ vengono riferiti a G.F.Grimaldi(1606-1680), 2già attivo nella cappella dell’Immacolata Concezione (vedi dopo): nella Pietà, posta nella parete di fondo, si evidenziano influenze di  Annibale Carracci (uno dei più importanti e famosi  pittori secenteschi).

L’ambiente accoglie anche il ‘Martirio di S. Lorenzo‘ (di Innocenzo Tacconi, sec XVII), ed altre opere di autore ignoto.

Sono presenti anche i 4 quattro importanti ritratti di Placido Pezzangheri(vescovo), card. Giulio Roma, il card Marcello Santacroce e Papa Pio VII Chiaramonti

 

– IL RECENTE RESTAURO, L’ANTICO SPLENDORE

Come già detto la Cattedrale sorge in un area di Tivoli molto soggetta 1 sall’umidità sia per il sottosuolo fatto di concrezioni travertinose e cavernose sia per la presenza di una fitta rete di canali sotterranei.

In particolare la Sagrestia ha risentito nel tempo dell’afflusso di acqua sia sul tetto che dal sottosuolo per risalita capillare, minando l’integrità di elementi artistici e strutture murarie.

Un primo intervento, ad opera della diocesi, per un corretto smaltimento delle acque piovane contemplò il restauro delle coperture.

Le infiltrazioni esterne sono invece oggetto di un complesso restauro conservativo e artistico, completato nel giugno 2014 voluto dal vescovo di Tivoli Mons. Mauro Parmeggiani, grazie ad un finanziamento concesso per decreto interministeriale.

Una prima fase ha previsto l’utilizzo di una tecnica innovativa per la 2 sdeumidificazione con apparati ad induzione ‘magneto-cinetica’: dopo 12-15 mesi l’umidità era già livelli molto minori.

Sono state inoltre effettuate iniezioni deumidificanti, creato un nuovo impianto illuminotecnico e messa in opera una nuova caldaia a strutturare e potenziare l’impianto per servire tutta la cattedrale in sicurezza.

A questo punto si è potuti procedere al restauro conservativo ed artistico delle decorazioni pittoriche, affreschi, stucchi ed arredo ligneo tutti risalenti alla seconda metà del ‘600.3 s

E’ stato così ridonato alla comunità un bene culturale di notevole pregio e di alto valore storico-artistico: ‘La pietà‘ e ‘La gloria di S.Lorenzo‘ ora spiccano all’interno di una elegante, accogliente, armonica architettura che si sposa benissimo con gli arredi lignei.

E’ stato restituito un importante tassello storico-artistico nella storia di Tivoli e nel patrimonio dei beni culturali.

 

CURIOSITA’ E FASCINAZIONI

La Deposizione lignea e la statua dell’Immacolata: diversi messaggi di spiritualità

La deposizione lignea

Ad osservare bene l’opera nel suo silenzio c’è una convergenza triangolare e sentimentale, un movimento di intimo sentire religioso iniziato da S. Giovanni e la Vergine in maniera composta ma profonda: Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea, più mossi verso il dramma, accolgono il corpo ma sembra vengano anche ‘accolti’ dalle braccia pietose del Cristo, sebbene nel momento dell’estremo dolore.

L’elemento ligneo riverbera e amplifica il significato della croce e l’eco medioevale delle radici cristiane.

La statua dell’Immacolata concezione

Non è Bernini ma sembra incedere in un vento di libera spiritualità, seppur armonica con l’architettura che l’accoglie.

Le vesti così sparigliate sembrano avvolgerla in un movimento a spirale concluso dalle braccia, poggiate sul suo petto: quasi a raccogliere  nel suo cuore e nel suo corpo puro l’energia e la forza di Madre di Dio.

Il volto, sereno e pietoso, rassicura e corona dolcemente un tratto scultoreo che fa lievitare e librare una preghiera così come una ammirazione.

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